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NessunDove

Elementi per un tranquillo delirio organizzato
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8/27/2009

pensierino della notte

oh, a furia di crescere va a finire che uno muore

stanchezza

mi ricordo un giorno in bicicletta
la salita si arrampicava, pareva, senza soluzione di continuità
la discesa sarebbe dovuta apparire dietro ad ogni curva,
mi veniva garantito,
per cui, per abbreviare quella che stava diventando una lenta agonia mi produssi in uno scatto
arrivai alla curva
per scoprire che la strada saliva ancora, forse anche più ripida
ma ancora mi venne assicurato che la discesa sarebbe arrivata alla prossima curva
per cui pestai testardamente sui pedali
per scoprire subito dopo una nuova salita
e poi ancora
e ancora...
finchè mi fermai, più per la delusione in sè che per la fatica che stavo provando
e mi arrabbiai, molto
e poi mi passò la rabbia
perchè prima o dopo passa anche quella
ma la sensazione la ricordo ancora bene,
con molta precisione,
stare in piedi sui pedali per raggiungere la discesa mi era sembrata la cosa
più logica da fare,
quello sforzo in più che dimostra una volontà superiore
ad un certo punto mi sembrò inutile mostrare alcun tipo di volontà
smisi di colpo di pedalare, fermandomi
mi erano forse mancate le motivazioni?
Il mio obiettivo non era sufficientemente chiaro?
O forse mi sentivo semplicemente impotente di fronte ad un qualcosa che, nonostante la volontà,
non ero davvero in grado di superare
 
certo, se non si vuole faticare inutile stare a cavalcioni su di una bicicletta
però è anche vero che per ogni storia di successo che il cinema porta trionfante sullo schermo
ve ne sono milioni di fallimentari
in barba ad ogni buona intenzione
 
una vita di successo è inevitabilmente costellata di piccoli fallimenti
e chissà una vita fallimentare allora...
 
8/8/2009

sabato

ci sono alcune cose
non scritte, che rimangono,
lasciano traccia,
quasi fossero state scritte per davvero...
11/27/2008

si usa dire galleggiamento

si usa dire galleggiamento quando, nel trascorrere di un' attesa, si fornisce testimonianza della propria presenza;
 
questo è quanto appunto, ogni tanto mi arrivano le solite brillanti idee in zona doccia, di fatto sono le solite esplosioni di stream of consciousness alle quali sono abituato e che non sono mai riuscito a fermare per iscritto, un po' come tentare di inscatolare una fottuta bolla di sapone, o del gas venefico se si preferisce un termine di paragone meno delicato, dunque sono qua in attesa che mi piova dal piano superiore un'idea, un'idea valida almeno
non che la cosa sia poi così semplice o scontata, dipende da cosa si voglia intendere con "valida"
e questo è un elemento niente male che si pone come filtro,
al di là dell'ovvia citazione del "se potessi mangiare un'idea avrei fatto la mia rivoluzione",
è all'origine di un momento, protratto nel tempo a quanto pare, di un confronto con me stesso e tutto ciò che è fuori ma vicino
 
oppure potrei passare alla fiction e pescare nel pozzo nero della fantasia malata, almeno in quel caso avrei Jung dalla mia e l'inconscio collettivo a disposizione
vedrò...
 
tra suggestioni alla peter pan ed imprescindibili momenti di crescita
10/17/2008

no

o forse dovrei far che chiuderlo questo posto...
8/16/2008

no

a grandissima non-richiesta, presto il re dei pagliacci di nuovo onlain,
stay tuned motherfuckers.
 
 
8/1/2008

en passant

circa una settimana fa, ho compiuto quarant'anni
non questo gran ché in fondo
anzi diversamente dal solito ho avuto vicino molte più persone di quante non ne ricordassi
 
grazie per non avermi fatto gli auguri papà
in fondo una vita costellata di occasioni perse ha un fascino minimal-esistenzialista irrinunciabile
lo capisco sai?
 
Io i tuoi quarant'anni li ricordo, era un sabato ed avevi deciso di smettere di fumare
fu un giorno lunghissimo sopratutto perchè riuscisti a dimostrarti più scassapalle che mai...
 
 
testa di cazzo.
5/9/2008

venerdì

Ebbene si, sto latitando un po',
poco tempo per scrivere, davvero
 
però ogni tanto capita l'occasione, in linea di massima quando leggo qualche cazzata e sento il bisogno di esprimermi a proposito,
nella fattispecie oggi in occasione della giornata commemorativa su Moro leggo da parte di un decerebrato che il partito con la falce ed il martello è il regista occulto dell'operazione, ora, che sia praticamente impossibile sterilizzare la madre degli imbecilli è cosa nota nè potevo rivolgermi in tale maniera al beota così ho scritto la cosa seguente
Le persone credono a qualsiasi cosà purchè il loro "senso" della realtà non venga troppo stravolto, è normale, umano...che questo porti al sonno della ragione ed alla possibilità di generare mostri, pare sia un passaggio naturale al quale possiamo solo opporre attenzione e genuino senso critico, ciò detto a me la strategia della fermezza degli allora DC e PCI sembra decisamente una stronzata, le velleità del riconoscimento politico delle BR erano, si seppe poi, la necessità di mantenere il polo del comando dell'organizzazione in mano a coloro paradossalmente meno inclini agli aspetti più cruenti della lotta armata; le richieste iniziali si erano fatte via via più flessibili di fronte al blocco granitico dei due partiti e fu, di fatto, un tragico ( voluto da alcuni?) errore politico non tentare la strada della trattativa; la decisione di procedere, stando alla testimonianza degli esecutori, diciamo pure assassini, fu sofferta e provocò appunto quel cambio al vertice che complici le carcerazioni, aumentò nel periodo successivo ritmo e frequenza degli omicidi, ho serissimi dubbi che nel corso di un periodo storico nel quale operavano servizi segreti deviati, collaborazionismi tra le varie intelligence (le avete presenti le operazioni coperte?) e proliferavano opportune stragi di stato non si sia intuita chiaramente la possibilità di mettere la parola fine al divenire di quelle "convergenze parallele" che Moro teorizzava; che questa sia stata opera di un partito chiaramente identificato mi pare soluzione quantomeno semplicistica, in Italia, nel mondo stesso da sempre è forte una corrente trasversale che opera al di là del bene e del male, e questo, senza indulgere in facili dietrologie, ci offre solo la misura del fatto che quel "senso" della realtà, della quotidianità è più che mai precario, oggi come allora.
 
1/25/2008

Oggi

oggi si parla di cosa succede di cosa è successo...:
 
Io penso, e fermo al pensare non so bene con quale spirito approcciarmi, se col cuore, che sul saliscendi dei corsi e ricorsi storici fa l'arrocco con quel minimo di razionalità a sfondo nichilista che mi fa individuare nelle crisi di mezza età (escamotage per indicate talvolta, quegli still/frame di consapevolezza che si hanno o ci si illude di avere) i prodromi di quell'inania che mi fa scuotere la capoccia pensando "stronzi", o con la lucida affilata inumana lama dell'analisi dell'uman divenire...
penso che ho visto le avanguardie far le rivoluzioni ma come su un set di Sergio Leone c'era tanto cuore ma altrettante impalcature, ad ipotizzare qualcosa che non c'è poi stato...
penso ai gabbiani ipotetici e se volavano solo nel nome di un'idea o se la loro stessa esistenza era ed è legata ad un'età che semplicemente ti permetteva (...e permetterà sempre) di sognare...
penso che ne ho viste tante e tante ne vedrò ancora se avrò diritto a quel prolungamento dell'età anagrafica che la statistica attuariale mi spaccia come irrinunciabile, penso e mi chiedo, a volte con le palle che strisciano a terra a volte troppo distratto per farci caso, sempre più raramente ahimè incazzato se è meglio cercar di essere ottimisti ed avere torto o pessimisti ed aver ragione...

penso che devo scappare e nel ricacciare indietro il pensiero del pensiero che uccide l'azione, dubito in linea di massima dell'azione inconsapevole, mi dirigo a passi lunghi verso il quotidiano....

ps però penso anche che per fortuna il decoder non ce l'ho e che il palinsesto del rincoglionimento, serpente trasversale transpartitico trans per definizione policefalo e polipo tentacolare, almeno lo decido da solo...

e per ora è tutto

Good Night & Good Luck
 
poi più tardi,
 
ed un pensiero fuggente che questa mattina non ho avuto il tempo di buttar giù,
penso al commento che l'assente, defunto, Alex avrebbe fatto ai suoi amici riuniti per cena dopo il suo funerale nel film "Il grande freddo", quando tutti costoro si interrogano a proposito di cosa sia successo, cosa li abbia trasformati da idealisti a pragmatici (Alex no, lui si è aperto le vene...) bè Alex per bocca di Hurt avrebbe chiesto "che c'è per dolce...?" quindi corsi e ricorsi storici, ci interroghiamo davvero per qualcosa? E decido di si....
oppure decido di scrivere olleè, naaaa....
 
 
ed a fine giornata...
 
Ancora penso, perché è un’abitudine sana perché ne ho la capacità perché mi va e perché una volta che il cervello si accende fa poi giustamente il comodo suo….
Penso che sia troppo logico, quindi sin troppo facile, recriminare, delegare, scuotere la testa perché qualcosa non c’è più, le cose non sono fuori sono prima di tutto dentro,
penso che le rivoluzioni nascano dalle idee e come minimo sarebbe opportuno mantenere la mente aperta, in tempo per averne
penso che ognuno di noi nasca libero e che le catene che si sente addosso tante volte le abbia indossate inconsapevolmente ma di buona grazia da solo, e che il pragmatismo ti faccia guadagnare dei soldi ma dimenticare come spenderli e voglio sperare che ognuno possa e riesca ad essere qualcosa di meglio che un pezzetto di pil uso a produrre e consumare in un balletto parossistico,
Penso che finita la guerra in Francia gli esistenzialisti avevano sancito la fine dell’uomo, la fine del senso, perché mai come allora, a loro sindacabile giudizio, l’uomo era stato lupo per gli altri uomini…(altro che Plauto…) e poi dopo, come una ferita che guarisce la voglia di ricominciare…
Penso al maggio francese all’estate dell’amore e a tutta quella meravigliosa utopia vissuta per troppo poco tempo da migliaia e migliaia di ragazzi attorno al mondo, uniti dalla sola capacità di credere e sognare,
penso che un’idea sia la sola ricchezza che condivisa con che ti sta attorno ti ritorni moltiplicata quasi all’infinito
penso che ancora oggi se sento Immagine di Lennon riesco ancora a commuovermi e sorridere, nonostante tutto
penso che ci voglia più coraggio per guardare il dolore negli occhi che per distoglierli
penso che esista un tempo per soffrire e poi uno per perdonarsi e che per quante cazzate uno possa aver fatto sia decisamente meglio guardare alle poche cose buone per provare a ripeterle…
penso alle domande infinite e penso alle risposte, altrettanto, e che tutto il marcio che posso vedere ha come controparte qualcosa di puro ed elevato, almeno qualche volta…
cosi penso che se esistono un sacco di stronzi al mondo non dovrebbe poi essere così difficile comportarsi, quantomeno decidere di farlo, in modo opposto…
Penso che non esista una “ricetta” universale ma ciò non impedisca di cercarne di quelle che rendano felici il maggior numero di persone possibili,
penso che sia bello sentirsi vivi e felici solo se lo sono anche gli altri, ma la dimostrazione del contrario non debba per forza cacciarti in un buco nero di disperazione, non se hai ancora il tempo per allungare una mano o fare un sorriso…
penso che persino io riesco ad impegnarmi a stirare un sorriso sbilenco ed a sperare, un po’ perché l’ho promesso alla donna che Amo un po’ perché seguo l’esempio di un amico incredibilmente saggio nella sua semplicità….
penso che se ci si ferma ad ad ascoltare con attenzione per un momento si possano sentire un sacco di cose
penso che oggi nel pensare ritengo di aver detto almeno due vaffanculo in meno in direzione del prossimo…penso anche che se dovessi smettere di dire parolacce due alla volta ci metterei un’era geologica per arrivare allo zero….
Penso di non essere nulla di particolare per cui se posso accorgermene io che sono notoriamente un distratto patologico non sia nulla di fuori dalla portata di ognuno…
penso che le utopie siano belle ma poco funzionali e ciononostante sia imprescindibile tendervi,
penso che difficilmente mi capiterà nel corso della mia vita di fare cose che facciano felici tutti coloro che incontro ma perché no, potrei provarci….
Penso che tutto sommato non mi frega un cazzo di trovar consensi perché le cose preziose le devi prima trovare in te stesso per poi offrirle o condividerle
penso che il “perché no” sia meglio del “è impossibile”
penso, e lo ribadisco, che una volta non era diverso era la stessa cosa, solo ci si disabitua a crederlo,

penso e credo che perdere l’abitudine non equivalga a perdere la capacità….

10/22/2007

oggi

E' vero...
oltre il buio, oltre tutte quelle cose che ti costringono in ginocchio
proprio mentre  ti ritrovi a vagare in una grotta,
certe volte avverti un sospiro lieve sul volto,
alzi gli occhi e da una feritoia arriva un raggio di sole obliquo,
che si staglia perfettamente nel buio e lo attraversa,
 
cosi' mi sono messo a pensare ad un qualcosa di diverso,
ho pensato ai momenti perfetti,
che ogni tanto capitano e dei quali, se hai fortuna,ti accorgi
quei momenti che, dipinti nella memoria, ogni tanto riesci anche a far anche affiorare...
i momenti perfetti sono quelli nei quali anche se ti ritrovi ad essere con te stesso,
una sensazione particolare che ho nominato diverse volte,
una sensazione nella quale sei al tempo stesso soggetto e pubblico e
che ti restituisce una sensazione di autoconsapevolezza di esistere molto forte,
quasi impossibile da sopportare se stai male perchè raddoppia il dolore....
anche se ti ritrovi ad essere te stesso, scrivevo, riesci a tollerarlo perchè in fondo,
in quel momento sta andando tutto bene e non devi pensare a nulla di diverso se non godertela
ed ogni pensiero che ti passa per la mente non fa che confermarti che tutto sta andanado bene
e sei talmente concentrato che non pensi al prima od al dopo...;
certo non è possibile descrivere i momenti belli allo stesso modo in cui descrivi il dolore o la pena,
ma questo perchè quando descrivi un dolore lo fai col segreto intento di strappartelo di dentro,
e quando lanci il braccio verso il muro fai ben attenzione a ripetere il movimento diverse volte, finchè i filamenti siano
li, tutti appiccicati a creare una chiazza dai contorni bizzarri.. per un momento almeno fuori da te...
 
i momenti perfetti invece sono come un abbraccio,
non vorresti separartene e quando lo fai
comunque tendi a lasciarne andare il meno possibile, perchè rimanga in mente nei dettagli
ti viene un pudore incredibile...
perchè sono quelle cose che ti ricordano perchè val la pena vivere...
io ne ricordo di momenti perfetti, e sono cose alquanto semplici in realtà;
penso per esempio a quando mi ritrovai in una camera di un alberghetto fronte mare
e mi accorsi che sdraiato sul letto riuscivo a vedere le onde scorrere avanti ed indietro,
fu una cosa strana perchè in sè non era nulla di speciale
ma mi comunicò un senso di serenità e compiutezza al quale non sono davvero abituato
io sono abituato alla notte, alla pioggia
al freddo che morde la carne ed al quale rido in faccia girando in camicia a dicembre
a tutte quelle cose alle quali si prova a fuggire, eppure...  
nonostante tutto quella sensazione mi scaldò a tal punto che ancora oggi ne parlo...
è una sensazione che ritorna ogni qual volta mi capiti di affondare il piede nella sabbia per
la prima volta nella stagione,
un momento che mi spiega tutta l'estate...
probabilmente ho una sorta di legame atavico con l'acqua il mare e la spiaggia...,
le mie passeggiate di notte lungo la riva con le onde calde e la schiuma ad accarezzare le gambe,
ed anche se in quel momento nell'aria respiravo nostalgia era pur sempre una carezza quella con la quale il mare mi lambiva...
ascoltare alcune canzoni, cantarle e girarsi a guardare da un'altra parte appena prima che la nostalgia di un momento passato
arrivi a pungere
e poi certi sguardi, che ti spiegano la vita
certi abbracci arrivati del tutto inaspettati che ti portano da qualche parte che nemmeno sai dove,
e ti preoccuperai dopo, o non ti preoccuperai affatto dell'atterraggio...
quel momento in cui sorridi sollevando il viso da una spalla sulla quale stai appoggiato ed è un sorriso che solo tu sai di fare,
 
non sono grandi cose, affatto, non cose grandi quanto scalare le montagne o vincere delle partite o superare delle sfide
ma sono momenti importanti... veri, e sapere che esistono a volte è già parecchio...
perchè in quel momento il mondo cambia, perchè sei tu a cambiare o solo la percezione che ne hai,
in ogni caso è come se per l'anima suonasse la campanella della ricreazione e fosse libera di andare a correre a perdifiato in cortile....
 
insomma esistono, ed  in quei momenti nulla ti può toccare, ricordi, pensieri, languori
riesci a liberarti di tutto con una stiracchiata, tanto c'è tempo per il resto...
 
e insomma...
 
bè non è importante che tutto ciò sia particolarmente profondo o sofferto, sono momenti, passano
ma se li sai cogliere, se li sai ricordare....
 
bè alle volte non fa davvero tutto schifo... 
10/17/2007

mercoledì. forse

Mi sono svegliato con in mente l'immagine di una parte non percepita di me che mi guardava,
mi guardava, ma senza quella curiosità con la quale ti guarda qualcuno che vuol vedere,
subito ho pensato ad una sorta di alchimista, un po per i contorni spigolosi del volto,
un pò perchè non c'era sorriso in quegli occhi
erano occhi severi, anzi nemmeno severi, consapevoli, profondi...
a ore di distanza, ripensandoci mi pare fossero come gli occhi di uno sciamano
mi guardavano di sbieco come se, occupati a fare altro,
aspettassero l'effetto di una pozione appena somministrata...
una parte di me guardava me stesso
e aspettava,
come se l'altra parte dovesse ricevere una sorta di rivelazione...
ed infatti non mi sono risvegliato proprio tranquillo
ma con tutto il sistema sensoriale sballato,
io i sogni non li ricordo, mai
ma quello di questa notte dev'essere stato davvero intenso,
io aspetto...
 
10/15/2007

lunedì

Io se fossi stato qualcun altro allora si che sarebbe diverso....
 
mi veniva in mente un attimo fa, mentre come un pirla uscivo da quell'ufficio alle 21 passate,
e non che ci lavori fino a quel'ora o, meglio, il mio lavoro viene spalmato fino a tardi perchè tanto non è che abbia niente altro da fare....
dunque...
 
Io se fossi stato qualcun altro allora si che sarebbe diverso....
 
io se fossi stato qualcun altro avrei fatto altre cose...
io se fossi stato qualcun altro forse non avrei fatto delle cose delle quali mi sono poi pentito
io se fossi stato qualcun altro avrei magari persino fatto delle cose delle quali essere orgoglioso
io se fossi stato qualcun altro sarei orgoglioso di aver fatto qualcosa
io se fossi stato qualcun altro forse le cose che ho fatto le ricorderei e, dimenticate, non tornerebbero indietro ad assalirmi nel dormiveglia
 
Io se fossi stato qualcun altro allora si che sarebbe diverso....
 
io se fossi stato qualcun altro allora forse avrei una vita diversa
io se fossi stato qualcun altro non avrei una vocina interna che non so cosa mi dica, so solo che mi ritrovo a fare di quelle cazzate....
io se fossi stato qualcun altro magari sarei da qualche altra parte
io se fossi stato qualcun altro non avrei da dire, se solo fosse successo questo o quest'altro, perchè probabilmente sarebbe successo
io se fossi stato qualcun altro mi sarebbero capitate altre cose e non starei qua a scrivere come un cazzone secondo uno schema ripetitivo che mi fa sembrar psicotico
 
ok lasciamo stare, non è davvero il caso, non ho certo bisogno di accelleratori di alienazione, non ora comunque che ho ancora il cuore tiepido...
però, davvero, con un pò di fortuna mi sarebbero capitate altre cose... non grandi cose per carità, o forse quelle cose grandi alle quali passi vicino e che puoi solo guardare da lontano......., oh insomma...
e basta...
lo sapevo che era balordo da scrivere questo pezzo... perchè perchè...
perchè non me la sento adesso...
10/12/2007

oggi

Non so davvero quale potrebbe essere il titolo del pezzo che seguira’…

 

Forse potrei chiamarlo “cose che ho imparato guardandomi attorno”, meglio sarebbe dire “cose che ho notato”, perche’ il concetto dell’imparare, ho questa sensazione subliminale, debba recare con se’ la conseguenza di cambiare anche se di poco le azioni o gli atteggiamenti , e quest’esperienza ancora non l’ho provata…

Una delle cose che ho osservato con maggiore frequenza e’ quella che via via definiro’, (a caso chi cerca definizioni univoche?), come “Sindrome del colpevole volontario o del capro espiatorio”, che, voglio premettere, non ha nulla a che fare con quella del personaggio di Pennac, Malaussene, di professione appunto capro espiatorio, anche perche’ non e’ sempre necessario avere termini di paragone quando ci si puo’ avventurare curiosi e spericolati nei territori dell’autoanalisi,

 

come nasca, in funzione di quali elementi, non saprei dirlo con precisione pero’ uno dei suoi effetti ti porta immediatamente ad assumerti le colpe di qualunque cosa possa succedere, in qualche caso per evitare la suspence ed andare al sodo, in altri per relazionarsi ad un mondo che generalmente di sconti ne fa pochi, in altri ancora in previdente anticipo su fatti in predicato di essere o divenire…

non che fondamentalmente interessi la punizione fine a se stessa, del resto a quella, (a quelle….), impari a resistere,

come col dolore e’ sufficiente stringere i denti e alla peggio proiettare la mente altrove, non fai una grossa fatica una volta che ci hai fatto l’abitudine,

 tante volte e’ come un volersi sempre mettere alla prova per forgiare e cesellare una tempra che debba funzionare come un rompighiaccio, o come un rifugio nelle situazioni peggiori,

il problema e’ che, diventando una coazione a ripetere, le situazioni via via peggiori si presentano secondo uno scorrere sequenziale e che, peggio, diventa naturale…

 

In ogni caso questa diventa l’impostazione con la quale affronti e filtri qualsiasi cosa con la quale tu abbia ad avere a che fare e, paradossalmente, la cosa puo’ assumere connotazioni che, estrapolate da un contesto che somiglia in genere ad un tribunale dell’inquisizione dove tu fai la parte del torturato ma irriducibile che non si vuol risolvere a confessare, possono apparire tragicamente buffe…

per esempio avere a che fare con personaggi che ti dicono “ noi che la pensiamo allo stesso modo….” mentre tu, lontano mille miglia e con un’espressione concentrata, nonostante tutto il tuo essere sia agli antipodi del pensiero del tale non ti sogni nemmeno di urlargli in faccia la grottesca enormita’ del suo travisare…

e questo un po’ per motivi, diciamolo, di opportunita’, un po’ perche’ indurre strumentalmente all’errore una persona che si considera un demente e’ sfizio sottile…

oppure essere quotidianamente immersi all’interno di un ambiente dove concettualmente si rappresenti una sorta di virus, un virus pericoloso e dormiente, una cellula cancerosa di consapevolezza, il cui unico senso venga rappresentato dal costituire un clamoroso paradosso,

 

Non tutte le conseguenze pero’ sono ugualmente divertenti, per esempio in genere, difficilmente ti aspetti qualcosa di buono dalle persone con le quali hai a che fare e, nei rari casi in cui questo si verifichi, sei portato a metterle nelle condizioni  di cambiare atteggiamento, sopratutto per stabilire quale diventi il “range” del possibile rapporto, come dovessi fare un esame continuo facendo passare il prossimo sotto delle “forche caudine” per raggiungere assieme un nuovo e piu’ elevato livello di reciproca consapevolezza,

il che e’ plausibile nel momento in cui ne valga la pena,

 tuttavia non si trovano cosi’ tante persone disposte a farlo, non se non si e’ una rockstar o per plateali motivi di censo, ecco quindi spuntare la teoria del “non amatemi per altro che non siano i miei difetti e la capacita’ di rovinarmi immolandomi…”

perche’ e’ pur vero, ed innegabile, che il capro espiatorio fa un lavoro che non vorrebbe fare nessuno,

esce dalla fila per prendere le scudisciate in faccia guardando il boia con occhio di sfida e questo anche anche se dovesse essere l’unica persona della fila…

Con questo tipo di intento si evidenzia uno degli elementi cardine della sindrome, gli alibi plausibili:

c’e’ sempre un qualche cosa di nobile nel sacrificio, ce lo insegnano il cattolicesimo ed i film sul football americano, ecco come alla luce di questo surrettizio elemento qualsiasi alzata d’ingegno riesca ad essere giustificata,

non e’ il solo naturalmente, e a breve me ne verranno in mente altri, comunque il gioco e’ sempre quello di bilanciare un comportamente tendenzialmente autolesionista con un qualcosa di nobile e concettualmente inattaccabile…

Difficile parlare del perche’ a questo punto, il perche’ lo trovi nel perche’ trovi straordinariamente sensato fare le cose inutili ma che sembrano giuste lo stesso motivo che ti fa scalare le montagne: sono li’

oppure per poterne chiacchierare a vanvera rinverdendo i fasti di quei tanti volenterosi dilettanti che hanno consumato occhi e pile di fogli di carta ingiallita alla luce di una lampadina da 40 watt e nel fumo di una sigaretta buttata a morire in un portacenere

per poter dire che anche loro avevano qualcosa da dire a proposito…

se dovessi cercare un paragone potrei trovarlo in una certa etica del tardo medioevo, un rigore intellettuale di natura quasi ascetica volto a mortficare l’uomo od il suo essere in quanto insignificante nei confronti di un concetto o nella ricercata purezza dello stesso,

 

purificare, pulire, destrutturare e poi ricomporre secondo una logica piu’ razionale, logica nella quale i sentimenti cosi’ caotici confusionari e potenti riescano ad essere incasellati, questo un mezzo talvolta un procedimento od alle volte addirittura un fine di questo sentire vivere interpretare la realta’ che pero’ portano con loro il rischio di una pericoloso deumanizzazione del percepire,

perche’ i sentimenti sono pericolosi, espongono, non a caso parliamo di costi emotivi e quelli una volta pagati c’e’ il caso che rimangano incisi nella memoria per sempre, e si ripresentino si ripropongano all’infinito perche un debito lo si puo’ saldare un rimorso od un rimpianto, qualche volta no.

Ecco un esempio del fascino che da modo di atteggiarsi vivere percepire la realta’ emana…

Assumersi le colpe e’ un atteggiamento nobile e non ne puoi fare a meno perche’ in un mondo sostanzialmente ingiusto, o poco democratico, pare debba toccare a chi meglio riesce a resistere sopportare “gli oltraggi, i sassi e i dardi dell'iniqua fortuna” e l’Amleto coi suoi dubbi arriva a benedire questa sorta di letale dicotomia…

 

anche se magari non e’ proprio vero che riesci a resistere cosi’ bene, anche se tante volte ti trovi in ginocchio pero’ fortunatamente nessuno ti vede, anche se tante volte fai una fatica immane a rialzarti in piedi e rimettere un piede dietro l’altro e anche se spesso nel tuo intento purificatore e autoflagellatorio ti capita di fare di quelle cose cose che coinvolgono altre persone che non c’entrano o non lo meritano

 

Vecchioni in quella canzone canta “e se hai le mani sporche che importa, tienile chiuse nessuno lo sapra’”

pero’ io a quel punto della canzone in genere ho gli occhi talmente lucidi che davanti a me non vedo nulla…

10/4/2007

giovedì,circa

La storia che i vampiri sono creature superiori e fascinose, credo sia uno dei più macroscopici fraintendimenti nei quali si possa incappare andando a caccia di vampiri,
se lo andate a chiedere ad una vittima un vampiro ti soggioga grazie al carisma, al suo potere terribile ed oscuro, alla sensualità che emana,
tanto che non si può resistere alla tentazione di invitarlo in casa ed offrirgli il collo...
un qualcosa di molto romantico sembrerebbe...
carisma, potere sensualità.. in virtù di cosa?
Quali gli elementi che rendono questo archetipo così romantico e che nel contempo lo inchiodano ad una realtà ben più tragica di quanto la vittima possa comprendere?
Un vampiro è per definizione un non-morto ed in questo paradosso si racchiude alfa e omega dell'intera sua condizione, egli è al di sopra del concetto di morte come noto all'uomo, ma come quest'ultimo ne è vittima, un uomo può morire e questo rappresenta la base di quel timore ancestrale diretta deriva della consapevolezza del proprio esser finiti;
un vampiro viceversa è condannato ad un'esistenza praticamente da immortale dove la vita, peò,
sia un semplice pallido simulacro di quella vera, una prigione.
E' evidente come l'indefinitezza a proposito del momento esatto nel quale l'essere cesserà, appunto, di esistere possa mettere di fronte ad una serie di variabili, di incertezze, in grado di accompagnare come un peso lieve o meno tutta la vita, un esistenzialista alla luce di tanta inesorabile predeterminazione potrebbe considerar futile persino questa sorta di superflua attesa, questo per un vampiro non avviene, egli ha il dubbio privilegio di esistere vedendo la morte attorno a sè,
la morte di tutto ciò che era in vita, ideali, affetti, sentimenti, chè il tempo tutto corrompe...
del vampiro l'unica cosa che viene corrotta è l'anima spogliata di ogni significato e fine...
ed i brandelli che ne restano sono probabilmente quelli che lo spingono a perpetrare quel rito fatto di predazione e sangue nel corso del quale egli cerca disperatamente di abbeverarsi di ciò che per definizione gli è ormai sfuggito per sempre,
 il sangue passa nella bocca del vampiro ma è perfettamente inutile perche non è di sangue la sua sete,
 (un vampiro è immortale la sete e la soddisfazione della medesima sono concetti relativi),
bensì di vita emozione calore tutto ciò che potrebbe riportarlo ad un suo stato originale che gli consentisse di provare ancora qualcosa...
tutto ciò gli è precluso, è la sua condanna, al pari di un fantasma che cercasse di stringer l'amata in un ultimo abbraccio
solo la consapevolezza di un esistenza moribonda, di un'agonia, che lui misura in secoli...
e però per la vittima questo affrancarsi dalla morte conferisce al vampiro quell'aura quel potere sovrannaturale del quale diventa succube e solo in questo modo quel rito disperato acquisisce quella tanto decantata valenza erotica...
persino il sole non danneggia un vampiro, semplicemente ne rivela il vero aspetto di creatura malata, di simulacro
aspetto che le tenebre, complici disegnano come diafano austero, affascinante, lo stesso sole che entrando dalle vetrate rivela la polvere presente nella stanza e gli ammuffiti pesanti velluti che le tenebre trasformano in notte stessa
il potere del vampiro è quello del libero arbitrio ma solo perchè sa che per lui non c'è nè scelta nè speranza alcuna,
vivo fuori perchè come corpo può interagire, parlare, muoversi morto dentro perchè tutto ciò che fa lo fa in modo arido, istintivo, senza anima, ...
solo la memoria lo accompagna e la consapevolezza di ciò che non può rivivere
e non è nemmeno una figura iconica, è semplicemente l'estrapolazione di un modo di essere, come nel recente "cure" di kurosawa
dove i fantasmi che invadono il mondo diventano metafora di alienazione tristezza ed isolamento.
e tutto ciò come in una commedia tragica appare incomprensibilmente affascinante...
I vampiri sono ovunque, si muovono a scatti come tragiche sgraziate marionette, non provano nulla, non sentono più niente perchè via via non c'è più nulla da sentire... e tutto continua uguale a se stesso, in una condanna eterna 
 
10/1/2007

oggi, in realtà un altro giorno

 
So the story goes...

 
allora a che punto ero arrivato...
si, insomma ormai è un dato di fatto che questo elenco di cose scritte a caso sia diventato il termometro clandestino del mio stato...
evidente, a parole non mi si cava nulla,
“come va?” “tutto bene” pratico sintetico volendo esaudiente...
in realtà mi sto allenando per rispondere “splendidamente” ma per uno che difficilmente esce dalle righe almeno... no aspetta questa è una cazzata....
bè suonerebbe forzato anche se dovessi pronunciarlo con la concentrazione che Pacino ha ficcato nel suo Riccardo 3...
quindi muro del pianto, spazzatura della storia o quant'altro, senza velleità programmatiche, ma ho la netta impressione che le linee guida saranno in linea di massima queste,
del resto al liceo non sono ben stato costretto a cacciarmi in gola tutte le storie che il signor Zeno Cosini inventava in relazione al suo vizio del fumo?
Io per smettere ci ho messo una settimana, una bronchite e mezzo pacchetto di “Nicorette”....
ci veniva fuori un romanzo breve, forse che il mio quotidiano non può essere altrettanto banale ed alienante?
E allora... a che punto ero arrivato....?
le ultime sensazioni che ricordo forti sono quelle di venerdì scorso, (anche questa cosa delle sensazioni che affiorano solo a tratti... mah...,voglio dire...)
sveglio nel cuore della notte (ore 04.44 am dormi, che c'è?...) mi risveglio alle 06.45 (ancora un quarto d'ora, si può fare...) ore sette il busto si alza con tutto ciò che vi è attaccato ancora addormentato, e ristà al suono della radio senza che sta succedendo, mente annebbiata e coscienza che regala la consapevolezza che è una nuova, maledetta, mattina e si va, show must go on
anche se è una piece scadente con attori davvero cani,
la direzione è Milano, uno dei tanti corsi, uno avanzato questo, dove l'obbiettivo è quello di convincerti di appartenere ad una sorta di elite spaccaculo che davvero non può fare a meno di credere di avere il destino del mondo nelle sue capaci ed assertive mani....
l'umore è pessimo grazie ad un sogno da dormiveglia, di quelli che ti condizionano l'umore come quelle dannate canzoncine che ti si ficcano in testa al mattino e non si decidono ad andarsene che quando ti riaddormenti una manciata di ore dopo.. i sogni da dormiveglia sono davvero bastardi perchè la firma ce la mette sempre la tua parte razionale che sa quali corde andare a toccare perchè quella sensazione di freddo ti si conficchi in fondo all'anima attaccata ad uno di quei bei chiodi da muratore che nemmeno si usano più...
me ne rendo conto in autostrada, i sorpassi che faccio ai camion in seconda e terza corsia sono fatti quasi tutti alla cieca,
per il primo scrollo le spalle e mormoro “se deve succedere qua od altrove non fa quella grossa differenza...” e via che si va
Il corso è un po' meno affollato di quello che mi aspettassi, per cui la torta mondiale ce la divideremo in meno persone, ottimo,
a pranzo sono abbastanza attento a tenere una conversazione informale ma non troppo, i toni della deriva possono partire incontrollati e dopo..., dopo, mi rimane sempre il dubbio di avere esagerato o detto qualcosa di sbagliato, mi succede quasi sempre quando sono in compagnia di qualcuno, non so mai bene fin dove mi sono spinto, spesso la mia conversazione assomiglia al giocare distrattamente con la sabbia mentre sei seduto sul bagnasciuga: hai una sensazione ma non sapresti esattamente dire cosa stiano facendo le mani...
by the way.. dopo la rituale presa di coscienza dei propri obbiettivi e sogni, (è la parte che più detesto obbiettivi, facile essere un oggetto di scena al quale nessuno presta attenzione, di quelli che quando il film passa dai 16/9 ai 4/3 del televisore scompaiono proprio,... “non si può?”, maledizione, occasione sprecata)
grandi strette di mano, la catarsi, grandi sorrisi
esco, piove, mi bagno prima di raggiungere la macchina nel parcheggi, sono al forum di assago per cui decido di deviare per l'ikea dato che ci passo davanti sto cercando un telo per la scrivania ed altre cazzate e sono tre settimsane che penso di andarci... ci rimango per un paio d'ore, in fondo quando fai una vita non troppo movimentata anche un diverso telo sulla scrivania assume un'importanza strategica...già
e cosi' passano cinque giorni e vendessi l'anima al diavolo non riuscirei a ricordare nulla di altrettanto interessante...
il che è alquanto inquietante
probabilmente...
oltre a questa perenne sensazione... come dire,
ho come l'impressione che potrei se non descrivere, immedesimarmi nelle sensazioni che potrebbe provare una scatola vuota un campo di battaglia sferzato da un vento freddo, che è un'immagine desolante lo riconosco, ma del resto nessuno obbliga a proseguire nella lettura
eppure ho come la sensazione che prima o poi, quando sarà davvero troppo tardi lo rimpiangerò questo tempo che mi lascio scivolare addosso, anche se per allora conto sul fatto che mi sarò allenato con successo ad una certa mortifera indifferenza...

 
history will teach us nothing....
9/18/2007

ed un attimo dopo

Chiudigli occhi povero amico mio,
 spegni tutto non pensare,
prima o poi il male passa, forse
e non lo facesse  sara' sostituito da altro 
dormi adesso , non pensare non pensare non pensare....

Martedi'

Vorrei provare a fermarlo ora, come lo sento
bene, ogni qual volta esco da quell'ufficio tardi, mi viene un magone
un senso di inutilita' tale che la strada per tornare a casa vorrei percorrerla a velocita' crescente per schiantarmi
come un melone su un dannato muro,
questo e' quanto, ne piu' ne' meno... 
ora, perche' sono uscito di la a quest'ora dato che ero pronto per sciacquarmi almeno un paio d'ore fa?
Per aiutare un collega nuovo... il che non mi offre nessun tipo di consolazione per come sto ora, ovviamente si e' profuso in ringraziamenti, non e' la mancanza di gratitudine che posso rimproverargli, del resto obbiettivamente che avevo di meglio da fare tranne tornare a casa a contemplare inane le macerie di un'esistenza che mi porto appresso come un homelessi si trascina il cartone sudicio sul quale dormira'?
(Cribbio che immagine patetica del cazzo, vabbe')
bene una cosa l'altra e l'altra e sono qua, non l'avessi fatto avrei avuto dei rimorsi enormi cosi' gli ho spiegato le cose ho usato immagini mentali semplici gli ho detto e tutto quanto... io so spiegare le cose, quello ed avere rimorsi enormi sono un paio delle cose che mi riescono davvero bene...
ho scelto la cosa meno penosa, in fondo, lo so fare...., davvero, io so dirti come ti devi organizzare, quali sono i trucchetti mentali per stimolarti quali i processi mentali da accendere quali da spegnere cosa e come devi controllare....
ed infatti ora sono qua a buttare la spazzatura con l'entusiasmo esistenziale di un paramecio...
paramecio e' un nome che ho sempre trovato figo, cioe' non magari da esserci chiamatii in galleria centrale a Milano od in corso Vittorio Emanuele... pero', come dire, "pretty cool"...
lo ricordo bene perche' avevo trovato questa storia del paramecio su un libro di testo scolastico, dove ti spiegava che per creare una coltura biologica da osservare al microscopio, special guest star il paramecio appunto, ti bastava far marcire un pentolino di the...
e cosi' io ero andato avanti giorni e giorni a far marcire roba creando poltiglie nauseanti sul balcone,
senza che nemmeno l'ombra di un maledetto paramecio facesse capolino dal mio microscopio
e questo e' quanto,
mi piaceva poi per questa storia di tutte quelle vibrisse che aveva attorno al corpo, oddio corpo..., lo facevano sembrare una specie di porcospino, meglio, di kiwi... insomma l'ho sempre trovato simpatico,
ora chiaro che la dimensione esistenziale del paramecio non possa essere un qualcosa da meritare un capitolo sulla storia della filosofia occidentale, a maggior ragione questo paradosso rafforza il concetto di come posso essere entusiasta ora...
mah... basta non avere delle grandi aspettative dal sottoscritto, in fondo anche i miei desideri l'identificazione di qualcosa che possa farmi star meglio passa con una velocita' tale che non fai tempo a pensarla che ti ha gia' rotto il cazzo...
 
si vedra'...
9/14/2007

tipo venerdi'

Mi capita sotto il naso il seguente dialogo:
"Bevi troppo, lavori troppo poco e l'unica attivita' fisica la fai in camera da letto.
Ami le donne ma odi te stesso, quindi ogni donna a cui piaci davvero, e' automaticamente una stupida."
li' per li' mi gela un po'... poi metabolizzo, elaboro/intellettualizzo e mi viene in mente Lysiana in "Querelle de Brest" di R.W. Fassbinder, la canzone che canta "Ciascuno uccide le cose che ama... etc", che non mi sogno nemmeno di citare per intero dato che la si puo' trovare se non si e' visto il film, in centinaia di siti e blog molto piu' pipponi di questo...
evabe' me lo sono segnato in ogni caso, anche se non faccio commenti.
9/13/2007

Oh whatever

 

Ci sono dei momenti e ci sono altri momenti lo dicevano persino i clash che “one day is fine and next is black” e personalmente mi chiedo quando la smettero' di smucinarmi i coglioni con queste tiritere da paralisi cerebrale poi mi ricordo la risposta, mai, e passo appena oltre. Giusto pochi minuti fa stavano finendo di ricordarmelo “dovresti trovarlo tu il motivo per...uno l'altro l'altro ancora...” anni che le sento queste cose e non hanno mai funzionato ma mai mai mai... pazienza e così ti ritrovi qua ad imbrattar d'inchiostro elettronico questo foglio, anch'esso elettronico, per niente, per passare il tempo, per astrarsi e per focalizzare insomma di nuovi perdi colpi e giri a vuoto, nemmeno ricordo l'ultima volta che mi sia capitato di scrivere qualcosa di davvero divertente, qualcosa che mi sorgesse spontaneo intendo, il pagliaccio su commissione lo faccio benissimo, credo almeno e non piu' tardi di oggi scrivevo cazzate cosi', a ruota libera ma qua sono io ed i miei coglioni girati, che ormai non girano nemmeno piu' e se ne stanno da una parte come un vecchio camion con le ruote sgonfie... un'immagine che vedresti bene in una scena di Furore di Steinbeck.. il che è in fondo bizzarro perchè quando lo lessi mi ruppe immensamente... pausa, passano circa un milione di cose e...

si riprende...

parlo con un mio amico, proprio adesso, proprio un momento fa, ero incazzato perchè credevo avesse frainteso una cosa,  mi sbagliavo (mmmh mi capita raramente di scriverlo) in realtà non mi erano state riportate le informazioni giuste (ah ecco...),  era lui ad essere incazzato con me, sapeva che stavo male ma gli ho reso impossibile, a lui come a chiunque, riuscire ad essermi appena vicino,

olè ecchecazzo....

vogliamo tornare sulla questione dell'esser chiusi? Non ci penso nemmeno, sono vecchio, troppo.... si insomma comincio ad esser vecchio, giusto quando i sogni e le speranze fanno la fine dell'acqua del lavello quando tiri via il tappo...troppo drammatico? Ah, dannazione non c'è un modo non pietoso per guadare i sentieri dell'autocommiserazione, ed in questo campo ho gia dato copiosamente piu' di una ventina d'anni fa, sembra che ogni volta che abbasso la guardia faccia una gran cosa o come tale il fenomeno viene considerato... in fondo non ho risolto la cosa con un vaffanculo, cosa che dimostra un certo progresso, sono ottimista se mi metto a credere nella metempsicosi mi basta qualche vita per andare a posto...

Domani mattina sarà un altro giorno e mi si parrà dinanzi la possibilità di fare un qualcosa di realmente significativo, qualcosa che darà un senso vero alla mia esistenza... certo, tipo la rampa di lancio dei miei prossimi quattro mesi lavorativi...(ho già specificato che siamo i migliori al mondo nel nostro campo? Nel caso datevene per intesi...) quella od un frontale contro un autoarticolato, non so ancora, deciderò all'ultimo momento, l'ironia, è quella che tiene a galla, quella od il macabro masochistico piacere di vedere come andrà a finire, in ogni caso se Bateman in “American Psycho” era un maledetto alienato con l'hobby dell'omicidio splatter e se ferisce più la penna che la spada a quello do almeno dieci punti di distacco, bella lì

oh si, ho notato una cosa, ogni qual volta che in un discorso mi capiti di esprimere a parole un'intuizione od un ragionamento e venga interrotto, tendo a dimenticare quello che sto dicendo, salvo ricordarmelo improvvisamente anche giorni dopo, credo che sia un po' perchè sono distratto un pò perchè in fondo non è che me ne freghi un cazzo di quello che dico... 

9/1/2007

oggi e' sabato

Un po’ di tempo stavo pensando a come esistano dei momenti topici nel corso della vita che anticipino il concetto di morte,

morire si muore continuamente, quotidianamente, attimo dopo attimo ma non e’ importante perche’ non ci fai caso, ne’ potrebbe essere altrimenti

e mentre se li occupato a mantenere quest’indifferanza ti abitui nel frattempo a perdere delle cose, il vigore fisico la giovinezza, le belle speranze insomma poco a poco succede, e’ naturale, e di nuovo non te ne accorgi, e poi ci sono questi momenti topici invece che ti regalano una fotografia, fugace magari, ma vividissima ed indimenticabile di un qualcosa che ti accompagnera’ con la sua mancanza tutto il resto dell’esistenza,

momenti che ti fanno il discutibile regalo di renderti consapevole di qualcosa che in te muore e ti aiutano a predispostici,

naturalmente essendo un pensiero macabro e deprimente, ha fatto si che io mi interrogassi a proposito per verificare la teoria, cosi’ ho visto quei momenti in mio padre, ho pensato di immaginarli per mio nonno ed ho concluso che forse tutto sommato eravamo un po’ sfigati e punto.

E comunque il tempo ti gioca dei brutti scherzi, un giorno stai sognando. Il seguente, il tuo sogno e' diventato realta'., ed e’ stato il momento piu' bello, se solo qualcuno me lo avesse detto

Cosi’ e’, cose sono state fatte cuori spezzati, dure lezioni sono state imparate (?)

La mia vita va avanti senza di me, mentre io annego in un

mare senza senso…non ho idea di come sia arrivato a questo punto,

tuttavia ci sono, devo capire ancora un sacco di cose e le lancette corrono,

Il divario si fa incolmabile, succeda quello che succeda che cosa e’ per sempre…? 

8/29/2007

non so nemmeno che giorno sia, dico sul serio...

Cosi’ l’altro giorno sono stato assalito da questo pensiero,

che qualcosa sarebbe andata storta, magari non proprio quel giorno ma comunque di li’ a poco…

non potevo far altro che girare per casa con una gran voglia che qualcuno mi dicesse di non preoccuparmi, che sarebbe andato tutto bene, che se ne sarebbe occupato lui…

credo sia una cosa che capiti ai bambini ma in loro e’ un po’ un riflesso condizionato, se hanno un minimo di fortuna quando le cose si fanno davvero pesanti interviene qualcosa o qualcuno a correggere il corso degli eventi,

be’ senza far accuse a nessuno ma che io sia dannato se ricordo mi sia mai capitata una cosa del genere…

cosi’ non mi e’ rimasto che pensare che quando va tutto storto, in mancanza di meglio uno si attacca alle sue sfighe, alle sue manie, un lavoro del cazzo, una malattia persino… qualsiasi cosa in grado di rappresentare una qualche sorta di continuita’, di certezza…

e’ come se davanti a me continuassi  a vedere l’immagine di una sorta di poltiglia informe di maceria polverosa…

e naturalmente che possa andare tutto bene e’ un pensiero persin lontano dall’affacciarsi chiedendo permesso…

sopravvivere….

E tra poco iniziera’ l’autunno…

Mi son sempre convinto di essere perfettamente in grado di gestire l’inaspettato, il caso,

Il principio sommario di questa convinzione e’ sempre stato la convinzione che alla fine non me ne freghi un cazzo di niente e che tutto quello che non hai non ti puo’ essere tolto ne’ ti puo’ far male

come tutti i rimedi universali anche questo ha dei limiti…

in compenso ogni mattina mi scruto allo specchio e guardo una faccia che cambia impercettibilmente giorno dopo giorno, anche di questo devo farmi una ragione

il protagonista di un film, e mori’ con un felafel in mano, si colorava i capelli bianchi che trovava con un pennarello, confesso di averci pensato, ma nella scala delle cose stupide assolutamente da fare e’ un qualcosa che occupa una posizione ancora troppo marginale…

io sono piu’ sullo stile “ok, facciamoci davvero del male”

pero’ tutto bene, no?

Voglio dire, puo’ sempre andare peggio e guarda caso molto spesso succede…

certe puntate verso il basso che fanno sembrare lo scavar sul fondo come lo scalar cime innevate

alla fine uno tira avanti per curiosita’

 

niente da fare, per il momento nulla di meglio….  

7/17/2007

Martedi'

Day after day, love turns gray
Like the skin of a dying man.
Night after night, we pretend its all right
But I have grown older and
You have grown colder and
Nothing is very much fun any more.
And I can feel one of my turns coming on.
I feel cold as a razor blade,
Tight as a tourniquet,
Dry as a funeral drum.

Run to the bedroom,
In the suitcase on the left
You'll find my favorite axe.
Don't look so frightened
This is just a passing phase,
One of my bad days.
Would you like to watch T.V.?
Or get between the sheets?
Or contemplate the silent freeway?
Would you like something to eat?
Would you like to learn to fly?
Would'ya?
Would you like to see me try?

AAAH, no!

Would you like to call the cops?
Do you think it's time I stopped?
Why are you running away?
7/15/2007

Domenica

Differenza tra
fottuto senza possibilita' di alternative
e viaggiatore con la bussola rotta
6/25/2007

lunedi'

L'immagine e' quella di un uomo seduto vicino ad una tomba,
ha le spalle curve,
il viso piu' indifferente che attonito lo sguardo che attraversa le pietre,
e' li seduto su di un seggiolino di metallo
ma potrebbe benissimo non esserci,
e' una presenza puramente fisica e nessuno saprebbe dire dov'e' ora davvero...
sotto quei metri di terra e' sepolta la sua anima,
primo paradosso l'anima non si puo' sepellire,
e lui sta provando a sentire qualcosa....
secondo paradosso senz'anima cosa vuoi provare?
E' vestito di nero, perche' cosi' e' piu' facile,
probabilmente e' un assassino perche' indietro non si torna...
gli occhi sono fissi, ne' accigliati ne' sofferenti
fermi, immobili
6/14/2007

oggi

tanto da dire?
Non proprio, magari solo forse e nel caso
che interessa solo me
mah...
tornero' come un fantasma
intanto aspetto di riordinare le idee
senza che questo mi porti, come mai,
da nessuna parte
stay tuned....
 

Alberto G

E se ogni cosa fosse un'illusione e nulla esistesse? In questo caso io sicuramente avrei pagato troppo il mio tappeto;

Ho smesso di fumare. Vivrò una settimana di più e in quella settimana pioverà a dirotto.
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